La piccola chiesa di Santa Elisabetta ad Albese nasce come cappella pubblica nei pressi della grande Villa Parravicini di Persia, poi di fatto da questa “inglobata”, rivista ed abbellita a fine seicento proprio dalla famiglia Parravicini, che pure lascia sempre l’accesso principale ai fedeli dalla pubblica strada. Il delicato e ricco apparato seicentesco di stucchi e di dipinti che la caratterizza costituiscono il vero valore aggiunto della struttura ecclesiastica che stupisce il visitatore e da conto della grandezza e ricchezza della nobile famiglia committente. Copiose infiltrazioni provenienti dalla copertura e da un lato della chiesa, quest’ultimo praticamente in buona parte controterra, avevano provocato gravi patologie di degrado, ora risolte con l’intervento condotto, cui sono seguite le necessarie opere di conservazione e restauro degli apparati decorativi.
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